Talvolta riordinando i garage si fanno scoperte inaspettate, ad esempio una vecchia pagina di giornale che fa riaffiorare fatti antichi e rimossi dalla memoria. Come la storia di Iqbal, anche lui finito nel ripostiglio dei ricordi dimenticati, dove troppo spesso vengono riposti i piccoli eroi silenziosi che hanno avuto il coraggio, l'ostinazione, la tenacia per difendere la propria e l'altrui dignità.Iqbal Masih nasce in Pakistan nel 1983 e a quattro anni viene venduto dalla sua famiglia ad un fabbricante di tappeti al prezzo di 12 dollari, una cifra consistente. Il suo lavoro consiste nello stare inginocchiato davanti al telaio per più di dodici ore al giorno, ma Iqbal ha un carattere battagliero e spesso si ribella al proprio padrone che non esita ad incatenarlo al suo strumento di lavoro.
A nove anni legge (o riesce a farsi leggere) un volantino - finito per caso fra le sue mani - di un'associazione che combatte il lavoro schiavizzato e, per la prima volta, apprende di avere dei diritti. Riesce ad uscire dalla sua prigione e conosce l'avvocato Eshan Ullah Khan che lo prende sotto la sua protezione e comincia a denunciare la piaga del lavoro dei bambini ridotti in schiavitù.
Iqbal sogna di diventare avvocato per poter difendere i bambini che condividono la sua stessa esperienza. Rimane storico il suo discorso ad una conferenza dell'ONU, a New York, in cui dichiara che gli unici strumenti di lavoro dei bambini dovrebbero essere penne e matite. Il suo impegno viene premiato con una somma di denaro che vorrebbe utilizzare per costruire una scuola per i bambini affrancati dalla schiavitù. Ma il 16 aprile 1995, mentre è in bicicletta con i suoi amici, viene falciato dai proiettili di un sicario che non avrà mai un nome.
Il 16 aprile 2002 viene dichiarato dall'ONU Giornata Mondiale control lo Sfruttamento Minorile. La speranza è che il problema non ritorni nell'ombra.







Curiosando fra blogs, post e commenti ho notato una certa preoccupazione per quello che alcuni definiscono