E' il momento che stavo aspettando. Lo capisco dal leggero vuoto allo stomaco che indica senza ombra di dubbio che l'aereo ha iniziato la sua discesa. Sembra farlo in modo discontinuo con pause e nuove scivolate verso il basso. Se non fosse per il mio stomaco e per le nuvole rosa che, fuori dal finestrino, schizzano verso l'alto non ci sarebbe modo di capirlo.
E' quella strana ora in cui non è ancora notte ma non è più giorno. Una linea di confine incerta e sfumata che colora il cielo di blu scuro da un lato e lo tinge di colori tenui dall'altro, mentre il sole è ormai oltre il bordo dell'orizzonte.
Spero che la Cathay Pacific non abbia cambiato niente dall'ultima volta e indosso la cuffia cercando il canale della filodiffusione. Sorrido e mi sistemo meglio sulla poltrona per gustarmi questi pochi minuti di perfezione. Le note iniziano ad accarezzarmi la mente. Ricordate La Mia Africa, con Meryl Streep e Robert Redford? In particolare la scena in cui il loro biplano sorvola una palude rosa di aironi facendoli alzare in volo? Ecco, quella è la musica nella quale mi immergo in attesa dell'atterraggio.
Fuori il cielo è scuro ma dal basso arrivano le luci della città e i riflessi sul mare. Si iniziano a distinguere le autostrade e i primi palazzi illuminati. Non è ancora buio e si percepiscono le ultime impressioni di colore. Ancora più giù, l'acqua sembra vicinissima e ci stiamo abbassando al livello dei grattacieli, voliamo in mezzo alle torri di Kowloon.
Anche questo è il fascino di Hong Kong. il vecchio aeroporto Kai Tak è in mezzo alla città-isola, una striscia di asfalto che si allunga sul mare. Le ali sembrano sfiorare i palazzi, talmente vicini che si può scorgere la vita che ancora vi pulsa: impiegati, segretarie alle loro scrivanie, ascensori trasparenti pieni di gente, fuori alcune auto hanno, chissà perchè, le luci dell'abitacolo accese mentre scivolano via verso casa.
La musica è dolce e il movimento dell'aereo sembra lentissimo. Ancora palazzi e strade e auto, poi l'ultima brusca correzione per allinearsi al nastro proteso sull'acqua. Il tocco è dolce come la musica. Il cielo adesso sembra piombato nella notte mentre la melodia si spegne sostituita dalla voce della hostess che rompe l'incantesimo dandoci appuntamento al prossimo volo.
Ma non sarà più la stessa cosa. Il vecchio Kai Tak è andato in pensione per lasciare il posto al nuovo aeroporto, più moderno e funzionale, e non regalerà più queste piccole grandi emozioni ai passeggeri. Niente più foreste di palazzi illuminati in mezzo ai quali planare come gli aironi sulla palude, niente più luci riflesse sull'acqua. Un'epoca è finita e Hong kong ha perso un po' del suo fascino.
Questo è il brano. Ogni volta che lo sento mi basta chiudere gli occhi per sentirmi dondolare in mezzo all'acqua e alle luci.







E' successo di nuovo, ed è un brutto segno.
Il cielo, troppo scuro per essere vero, rivela l'uso di un filtro rosso.
Sono un po' in difficoltà, lo ammetto, perchè la scelta per la z-list mi procura ansia. Se qualcuno, come me, non ha la più pallida idea di che cosa si tratti mi affido alle parole di